tabbuto/tabuto

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tabbuto/tabuto (tabbùto, tabbutu, tabbuti) (tomba, bara) [“Tabbùto: bara, cassa da morto” FF1 135; “tabbútu s. m. ‘cassa da morto’ (1298, nella forma lat. tabutus), relitto dall’ar. tābūt ‘id.’, che dalla Sicilia ha invaso l’Italia merid. e dalla penisola iberica è giunto in Francia e nell’it. del ’500” A. Varvaro, Vocabolario Storico-Etimologico del Siciliano (VSES), Éditions de Linguistique et Philologie / Centro di Studi Filologici e Lingustici Siciliani, Strasbourg, 2014, vol. 2, p. 1040. Cortelazzo e Marcato segnalano ‘tambùto’ in L. Asprea, Il previtocciolo; ‘tambuto’ in S. Strati; la Marchesina, ‘tabbuti’ (e ‘tabbutaro’) in G. Bonaviri, Il sarto della stradalunga: M. Cortelazzo, C. Marcato, Dizionario etimologico dei dialetti italiani, Torino, Utet, 2005, p. 427. “il tabbuto di Totò Barbabianca” FF 20; “rivolto ai tabbuti si scusò con quelli che c’erano dentro” FF 116; “il legno ebano lucidato a nero, proprio quello delle bare, dei tabbuti” SD 50; “u tabbutu” BP 180; “vicino al tabbuto davanti all’altare maggiore” VV 14; “Stavano caricando il tabbuto sul carro funebre” VV 186; “a tia ti conviene farti andare a pigliare le misure per il tabuto” CTL 117; “Dica a Sasà di prepararsi il tabuto. Stavolta il commendatore, se lo piglia, ne fa mangime per galline” CTL 163; “In Sicilia non tornerò mai più, nemmeno dintra un tabuto” CTL 247; “Darrè al tabuto ci andò macari un moribondo” MM 281; “Il tabbuto niscì dalla chiesa” AM 39; “Le scatole erano tabbuti, casse da morto” AM 134; “vagamente ricordava un tabbuto di gusto americano” GT 115; “Dintra il tabbuto di un altro” GT 215; “già è pronto il tabbuto della tua morti” RG 215; “in un tabbuto fatto di assi di ligno non piallato”, “portarono a spalla il tabbuto” RG 278; “per non impressionare con la vista di tabbuti”, “Poi spuntarono quattro che portavano un tabbuto” PM 282; “in chiesa, davanti al tabbuto” PM 292; “dove si mettono i vecchi tabbuti”, “Tri vecchi tabbuti” PIM 90; “Appena il tabbuto compare sulla porta della chiesa, la banda municipale attacca” PT 114; “comu un coperchio di ferru supra ’u mè tabbuto” PT 209; Quanno Marta morì, mi venne gana di taliare dintra al midaglione la mè faccia di quarantatrì anni fa. Lo raprii prima che la mittissero nel tabuto MED 40; “al momento di fari trasire il tabbuto nella purpania, non ci sono riusciti. Il tabbuto era troppo alto”, “un tabbuto super” LC 232; “la signura disse che il tabbuto le pariva vascio” LC 234; “Certi volti i parenti mettono cose nel tabbuto” LC 235; “Al cimitero. Dentro il tabbuto” LC 245; “Le prove sono in una cassetta blindata che si trova dintra al tabbuto” LC 253; “quanno il tabbuto niscì dalla chiesa si misiro tutti a battiri le mano” VA 230; “Nel magazzino c’era cchiù silenzio che dintra a un tabbuto” AS 228; “Avevano portato via il tabuto del padre che era morto da una quarantina d’anni. […] Ho saputo da alcune persone che ci sarebbe un modo di ritrovare il tabuto di suo padre”  TCMM 143 (da “MicroMega 2006);  “Tre giorni appresso il tabuto venne ritrovato, intatto, davanti alla tomba di famiglia” TCMM 144 (da “MicroMega 2006); “Era inutili annare ’n paìsi e accattare un tabbuto” MMU 144; “due tabuti in piedi ai lati della porta segnalavano la specialità della casa” OM 34; “al centro della scrivania ci stava posato un cuscino mortuario di sciuri bianchi, di quelli che si mettino supra al tabbuto” ED 217; “Quello avrebbe continuato a fari il presidente macari da dintra al tabbuto” RIZ 76; “in un silenzio che manco dintra a un tabbuto” RPO 165; “Il tabbuto è vacante o chino?” LL 13; “Pirchì il tabbuto non è vacante”, “Il tabbuto era di quelli per i morti di terza classe LL 14; “Ha scoperto lei il tabbuto?” LL 15; “Quindi non sa quando hanno lasciato qua il tabbuto” LL 16; “il coperchio del tabbuto si raprì” LL 17; “si sarebbi vinuto ad attrovari dintra a un tabbuto?” LL 19; “dintra al tabbuto col linzolo che gli cummigliava la facci” LL 25; “Il sogno del tabbuto” LL 28; “Hanno attrovato ’n autro tabbuto?” LL 32; “al posto del tabbuto c’era ’na machina abbrusciata” LL 143; “aviva la facci giallusa di quanno si era susuto dal tabbuto” LL 197; “Nello stisso priciso posto indove c’era stato il tabbuto del sogno ora cinni stava uno vero, ’na stampa e ’na figura con quello insognato. Un tabbuto di quelli per morti di terza classi” LL 257; “Sposìto l’ammuttò a leggio verso il tabbuto” LL 258; “priparò bastevolmenti presto il tabbuto giganti per don Angel adattanno alle misure del morto un tabbuto che tiniva sparti” RIL 50; “La càmmara dell’appartamento privato indove ora c’è il tabbuto di don Angel” RIL 171; “dal tabbuto all’improviso vinni ’na voci sipolcrali” RIL 177; “ammucciato darrè al tabbuto” RIL 178; “Ogni parola era un chiovo che sigillava il tabbuto di donna Eleonora” RIL 225; “il tabbuto del Viciré” RIL 269; “tutti quelli che seguono il tabbuto isano l’occhi a taliare” BS 69; “don Savaturi Sciortino, che fabbricava tabbuti” CF 50; “era arrivato da Novajorca il tabbuto con dintra don Filippo Cannizzaro. Cinco anni doppo era arrivata sò mogliere Concittina, macari lei dintra a un tabbuto da Novajorca” CF 55; “Subito darrè al tabbuto” CF 110; “l’ufficio del cavaleri Bonito che fabbricava tabbuti e faciva funerali” CF 112; “Appresso al tabbuto  Teresina ci annò sorreggiuta dall’amiche” CF 120; “come se annase appresso a un tabbuto” CF 142; “volli che dintra al tabbuto vinissi mittuta macari la conchiglia che sonava” NT 44; “prelevare il catafero di Lopresti e mittirlo nel tabbuto […] Nella littra, che era anonima, si prigava al signor Trallino di mittiri il pacchittino dintra al tabbuto” RIC 139; “«E indov’è?». «Dintra al tabbuto»” RIC 140;  “l’omo che amava al punto da voliri mittuti dintra al tabbuto...” RIC 142; “’nviati al cassamortaro per mittirli nel tabbuto di Riccardo Lopresti” RIC 183; “da mettere nel tabbuto” RIC 270. “Ebbene, ora che il malato sta meglio, Ciuco vestito risponde che non sa più che farsene del tabbútu” L. CapuanaIl tabbútu, in Id., Racconti, Roma, Salerno Editrice, 1974, t. II, p. 209; “Un milione va invece per medicine tabuti e carro funebre ai poveri che nel paese risiedono” L. SciasciaLe parrocchie di Regalpetra (1956), in Id., Opere vol. II Inquisizioni Memorie Saggi, Tomo I Inquisizioni e memorie, a cura di P. Squillacioti, Adelphi, 2014, p. 72; “Accompagnando il sindaco al cimitero, mentre i suoi amici giuravano sul tabuto la certa punizione del colpevole ed esaltavano le chiare virtù dell’estinto, la gente già si poneva il problema della successione” (ivi, p. 75);  “Gli avevano scelto un bel tabuto: lucente, di aerodinamica forma, il meglio che c’era; i padroni non avevano badato a spese” (ivi, p. 130); “vedo il tabuto, la fossa, qualcuno che mi ricorderà come un buon compagno, e sarò solo uno scheletro dentro un tabuto quando tutto il mondo sarà socialista” L. Sciascia, Gli zii di Sicilia (La morte di Stalin), in Id., Opere vol. I Narrativa Teatro Poesia, a cura di P. Squillacioti, Milano, Adelphi, 2012, p. 113; “Per conto mio, preferirei sapere che il mio corpo resta intero: il pensiero di stare dentro al tabuto tagliato in due mi farebbe stare male” L. Sciascia, Il Consiglio d’Egitto, in Id., Opere, vol. I, cit., p. 487; “pesavano come piombo per i tabuti di noce massiccia, incrostati di bronzo per di più” L. Sciascia, A ciascuno il suo, in Id., opere, vol. I, cit., p. 514; “«Cu lu fa lu vinni, / cu l’accatta ’un l’usa, / cu l’usa ’un lu vidi». Chi lo fa lo vende, chi lo compra non l’usa, chi l’usa non lo vede. Ed è il tabuto, la cassa da morto”, L. Sciascia, Kermesse, Palermo, Sellerio, 1982, p. 67; “Gesù dentro il tabuto a vetri” V. Consolo, La ferita dell’aprile (1963), Torino, Einaudi, 1977, p. 91; “Il tabuto è posto a terra” ivi, p. 92] FF 20, 116; SD 50; BP 180; VV 14, 186; CTL 117, 163, 247.